Indicazioni Inps sulla liquidazione delle quattordicesime

fnp cislSomma aggiuntiva pensioni anno 2015 (c.d. quattordicesima) art. 5 commi da 1 a 4 legge 127/2007 – Msg. Inps 5662/2014
L’Inps ha, con circolare n. 130 del 2 luglio 2015, fornito le indicazioni operative per la liquidazione della somma aggiuntiva (c.d. quattordicesima) prevista dall’art. 5 commi da 1 a 4 della legge 127/2007 per l’anno 2015.
La prestazione, che è pari a 336 euro, 420 euro oppure 504 euro a seconda del numero di anni di contribuzione e non viene rivalutata, è stata erogata con la mensilità di pensione di luglio 2015 ai pensionati della Gestione privata, della Gestione pubblica e delle gestioni dell’ex Enpals che si trovino nelle condizioni anagrafiche e reddituali previste dalla legge.
La somma aggiuntiva è concessa ai pensionati con almeno 64 anni di età e quindi per il 2015 sono interessati i nati prima del 1° gennaio 1952 in possesso di un reddito personale annuo lordo che varia in relazione all’ammontare della contribuzione:
• fino a 15 anni di contributi per i dipendenti (18 anni per autonomi) il limite massimo del reddito è 10.122,86 €
• oltre i 15 anni ma entro i 25 anni per i dipendenti (da 18 anni a 28 anni per autonomi) il limite massimo è 10.206,86 €
• oltre i 25 anni per i dipendenti (oltre i 28 anni per gli autonomi) limite massimo è 10.290,86 €
Rinviandovi alla lettura della circolare Inps allegata per i dettagli del prestazione, si sottolinea che:
Ø per coloro che perfezioneranno i 64 anni di età entro il 31 luglio 2015 la somma aggiuntiva è stata attribuita con la mensilità di luglio;
Ø a coloro che perfezioneranno i 64 anni di età dal 1° agosto in poi, la prestazione sarà erogata sulla rata di dicembre;
Ø la prestazione viene erogata in via provvisoria e il diritto sarà verificato sulla base delle dichiarazione dei redditi definitiva;
Ø i pensionati non individuati dalle procedure a livello centrale in assenza di informazioni reddituali riceveranno una lettera dall’INPS con l’invito a presentare la domanda e la dichiarazione reddituale del 2014;
Gli interessati possono rivolgersi alle sedi del Patronato INAS-CISL per le eventuali verifiche.

Decadenza per la pensione privilegiata

fnp cislTermine di decadenza per l'inoltro della domanda di pensione privilegiata
La Corte Costituzionale con la recente sentenza n. 43/2015, ha dichiarato l'illegittimità costituzionale dell'art. 14, comma 1, della legge n. 274/91 nella parte in cui prevede la decorrenza del termine quinquennale per l'inoltro della domanda di pensione privilegiata per infermità dalla data di cessazione dal servizio anziché dal momento della manifestazione della malattia.
I destinatari della norma sono gli ex dipendenti delle Casse amministrate dagli Istituti di Previdenza, poi confluiti nella gestione Inpdap, oggi Inps.
Una norma gemella, ovvero l'art. 169 del Dpr n. 1092 del 1973, riguardante però gli ex dipendenti civili e militari dello Stato, era stata dichiarata illegittima dalla Corte Costituzionale con sentenza n. 323 del 2008, sempre in quanto faceva decorrere il termine di decadenza per l'inoltro della domanda di pensione privilegiata, dipendente da causa di servizio, dalla data di cessazione dello stesso servizio.
Nel merito, i Giudici della Corte hanno rilevato come la decorrenza del termine dalla data di cessazione dal servizio anziché dal momento della manifestazione della malattia, creava un'ingiustificata disparità di trattamento tra lavoratori dipendenti che hanno contratto malattie a normale decorso e quelli che hanno contratto malattie a lunga latenza; quest'ultimi, in particolare, si sarebbero trovati nell'impossibilità di ottenere il trattamento di pensione privilegiata.
La norma dichiarata illegittima viola, in sostanza, l'art. 38 della Costituzione in quanto comprime ingiustificatamente il diritto alla pensione privilegiata dei lavoratori per i quali l'insorgenza della manifestazione morbosa, di cui sia accertata la dipendenza dal servizio, sia successiva al decorso del termine di cinque anni dalla cessazione dal servizio.
In particolare, i Giudici, anche tenendo conto delle conoscenze mediche in materia, hanno rilevato che vi sono malattie in cui, fra la causa della patologia e la relativa manifestazione, intercorre un lungo e non preventivabile periodo di latenza, anche senza alcuna specifica sintomatologia.
In ogni modo è opportuno precisare che l'art. 6 del decreto legge n. 2011/2011, convertito con modificazioni dall'art. 1, comma 1 della legge n. 214 del 2011, ha disposto l'abrogazione della pensione privilegiata; tuttavia, per espressa previsione della predetta norma, tale abrogazione non opera in riferimento "ai procedimenti in corso alla data di entrata in vigore del predetto decreto nonché ai procedimenti per i quali, alla predetta data, non sia ancora scaduto il termine di presentazione della domanda nonché ai procedimenti instaurabili d'ufficio per eventi occorsi prima della predetta data".
Alla luce della sopradetta norma, i Giudici della Corte hanno quindi precisato che alla fattispecie oggetto del giudizio di legittimità si applicano le norme antecedenti alla novella legislativa intervenuta prima del deposito dell'ordinanza di rimessione alla stessa Corte Costituzionale.

Nuovi requisiti di accesso ai trattamenti pensionistici dal 1 gennaio 2016

Decreto del Ministero dell'Economia e delle Finanze del 16 dicembre 2014 - Adeguamento dei requisiti di accesso al pensionamento agli incrementi della speranza di vita
SOMMARIO:
Dal 1° gennaio 2016 si applicano i nuovi requisiti di accesso ai trattamenti pensionistici adeguati agli incrementi alla speranza di vita.
D.M. 16.12.2014
Premessa
Sulla Gazzetta Ufficiale n. 301 del 30 dicembre 2014, in attuazione di quanto disposto dall'articolo 12, comma 12 bis, del decreto-legge 30 luglio 2010, n. 78, convertito, con modificazioni, dalla legge 30 luglio 2010, n. 122, è stato pubblicato il Decreto direttoriale del Ministero dell'Economia e delle Finanze di concerto con il Ministero del Lavoro e delle Politiche sociali del 16 dicembre 2014, recante disposizioni in materia di adeguamento dei requisiti di accesso al pensionamento agli incrementi della speranza di vita (allegato 1).
In particolare, il predetto decreto direttoriale ha disposto che: "A decorrere dal 1° gennaio 2016, i requisiti di accesso ai trattamenti pensionistici di cui all'art. 12, commi 12-bis e 12-quater, fermo restando quanto previsto dall'ultimo periodo del predetto comma 12-quater, del decreto-legge 30 luglio 2010, n. 78, convertito, con modificazioni, dalla legge 30 luglio 2010, n. 122, e successive modificazioni e integrazioni, sono ulteriormente incrementati di 4 mesi e i valori di somma di età anagrafica e di anzianità contributiva di cui alla Tabella B allegata alla legge 23 agosto 2004, n.243, e successive modificazioni, sono ulteriormente incrementati di 0,3 unità".
Ciò posto, fermo restando l'adeguamento alla speranza di vita già applicato dal 1° gennaio 2013 (vedi circolari nn. 35, 36 e 37 del 2012 e punto 3.2 del messaggio n. 20600 del 13.12.2012) in virtù del decreto ministeriale del 6 dicembre 2011 (incremento di 3 mesi e di 0,3 unità dei valori di somma di età anagrafica e di anzianità contributiva), in attuazione di quanto disposto dal decreto ministeriale del 16 dicembre 2014, a decorrere dal 1° gennaio 2016, i requisiti di accesso ai trattamenti pensionistici ivi richiamati sono ulteriormente incrementati di 4 mesi e, i valori di somma di età anagrafica e di anzianità contributiva di cui alla Tabella B allegata alla legge 23 agosto 2004, n. 243, e successive modificazioni - per coloro che perfezionano il diritto alla pensione di anzianità con il sistema delle c.d. "quote"- sono ulteriormente incrementati di 0,3 unità.
Requisiti di accesso ai trattamenti pensionistici adeguati agli incrementi alla speranza di vita
Si riportano di seguito, in sintesi, i requisiti di accesso alla pensione di vecchiaia, alla pensione anticipata e alla pensione di anzianità con il sistema delle c.d. quote, adeguati agli incrementi alla speranza di vita previsti dal decreto ministeriale del 16 dicembre 2014. Resta salva l'applicazione dell'adeguamento in parola anche in tutti gli altri casi previsti dalla legge.

Pensione di vecchiaia (art. 24, commi 6 e 7, legge n. 214 del 2011) - requisito anagrafico

a)Lavoratrici iscritte all'assicurazione generale obbligatoria dei lavoratori dipendenti ed alle forme sostitutive della medesima:
Anno                                         Età pensionabile
Anno 2016                                 65 anni e 7 mesi
Anno 2017                                 65 anni e 7 mesi
Anno 2018                                 66 anni e 7 mesi
Dall'anno 2019                          66 anni e 7 mesi*
*Requisito da adeguare alla speranza di vita ai sensi dell'art. 12 del decreto legge 31 maggio 2010, n. 78, convertito, con modificazioni, dalla legge 30 luglio 2010, n. 122.

b) Lavoratrici iscritte alle gestioni speciali dei lavoratori autonomi e alla gestione separata di cui all'articolo 2, comma 26, della legge 8 agosto 1995, n. 335: 

Anno                              Età pensionabile

Anno 2016                     66 anni e 1 mese
Anno 2017                     66 anni e 1 mese
Anno 2018                     66 anni e 7 mesi
Dall'anno 2019              66 anni e 7 mesi*

*Requisito da adeguare alla speranza di vita ai sensi dell'art. 12 del decreto legge 31 maggio 2010, n. 78, convertito, con modificazioni, dalla legge 30 luglio 2010, n. 122.

c) Lavoratori iscritti all'assicurazione generale obbligatoria dei lavoratori dipendenti ed alle forme sostitutive ed esclusive della medesima e lavoratrici dipendenti iscritte alle forme esclusive dell'A.G.O. di cui all'art 22-ter, comma 1, del decreto legge 1° luglio 2009, n. 78 e successive modificazioni e integrazioni:

Anno                                            Età pensionabile
Anno 2016                                   66 anni e 7 mesi
Anno 2017                                   66 anni e 7 mesi
Anno 2018                                   66 anni e 7 mesi
Dall'anno 2019                             66 anni e 7 mesi*

*Requisito da adeguare alla speranza di vita ai sensi dell'art. 12 del decreto legge 31 maggio 2010, n. 78, convertito, con modificazioni, dalla legge 30 luglio 2010, n. 122.

d) Lavoratori iscritti alle gestioni speciali dei lavoratori autonomi e alla gestione separata di cui all'articolo 2, comma 26, della legge 8 agosto 1995, n. 335:

Anno                                      Età pensionabile
Anno 2016                             66 anni e 7 mesi
Anno 2017                             66 anni e 7 mesi
Anno 2018                             66 anni e 7 mesi
Dall'anno 2019                      66 anni e 7 mesi*

*Requisito da adeguare alla speranza di vita ai sensi dell'art. 12 del decreto legge 31 maggio 2010, n. 78, convertito, con modificazioni, dalla legge 30 luglio 2010, n. 122.

Con riferimento ai soggetti il cui primo accredito contributivo decorre dal 1° gennaio 1996, l'adeguamento alla speranza di vita previsto dal decreto ministeriale in parola deve altresì applicarsi al requisito anagrafico previsto dall'art. 24, comma 7, della legge n. 214 del 2011 (per la pensione di vecchiaia con una anzianità contributiva minima effettiva di cinque anni) che, dal 1° gennaio 2016, è di 70 anni e 7 mesi. In attuazione dell'art. 12 del decreto legge 31 maggio 2010, n. 78, convertito, con modificazioni, dalla legge 30 luglio 2010, n. 122, dal 1° gennaio 2019 il requisito in questione potrà subire ulteriori incrementi.

Pensione anticipata (art. 24, commi 10 e 11, legge n. 214 del 2011) – requisito contributivo

Anno                                                   Uomini                                                             Donne
Dal 2016 al 2018                          42 anni e 10 mesi                                         41 anni e 10 mesi

                                                     (pari a 2.227 settimane)                               (pari a 2.175 settimane)


Dal 2019 al 2020                               42 anni e 10 mesi*                                      41 anni e 10 mesi*
                                                     (pari a 2.227 settimane)                           (pari a 2.175 settimane)

*Requisito da adeguare alla speranza di vita ai sensi dell'art. 12 del decreto legge 31 maggio 2010, n. 78, convertito, con modificazioni, dalla legge 30 luglio 2010, n. 122.

Con riferimento ai soggetti il cui primo accredito contributivo decorre dal 1° gennaio 1996, l'adeguamento alla speranza di vita, previsto dal decreto ministeriale in parola, deve altresì applicarsi al requisito anagrafico previsto dall'art. 24, comma 11, della legge n. 214 del 2011 (per l'accesso a pensione anticipata con almeno venti anni di contribuzione effettiva e con il requisito del c.d. importo soglia mensile) che, dal 1° gennaio 2016, è di 63 anni e 7 mesi. In attuazione dell'art. 12 del decreto legge 31 maggio 2010, n. 78, convertito, con modificazioni, dalla legge 30 luglio 2010, n. 122, dal 1° gennaio 2019 il requisito in questione potrà subire ulteriori incrementi.

Pensione di anzianità con il sistema delle c.d. "quote".

Come accennato in premessa, il decreto ministeriale del 16 dicembre 2014 ha stabilito che, a decorrere dal 1° gennaio 2016, i valori di somma di età anagrafica e di anzianità contributiva di cui alla Tabella B allegata alla legge 23 agosto 2004, n. 243, e successive modificazioni, sono ulteriormente incrementati di 0,3 unità.

Ciò posto, dal 1° gennaio 2016 al 31 dicembre 2018, i soggetti per i quali continuano a trovare applicazione le disposizioni in materia di requisiti per il diritto a pensione con il sistema delle c.d. quote, possono conseguire tale diritto ove in possesso di un'anzianità contributiva di almeno 35 anni e, se lavoratori dipendenti pubblici e privati, di un'età anagrafica minima di 61 anni e 7 mesi, fermo restando il raggiungimento di quota 97,6, e, se lavoratori autonomi iscritti all'Inps, di un'età anagrafica minima di 62 anni e 7 mesi, fermo restando il raggiungimento di quota 98,6.

Per ciò che concerne le istruzioni relative alle modalità di calcolo della quota, si rinvia a quanto illustrato al punto 3.2 del messaggio n. 020600 del 13.12.2012 ed al punto 3 della circolare n. 60 del 2008 per le parti compatibili.

Si propongono qui di seguito alcuni esempi riguardanti lavoratori dipendenti.

Esempio 1: iscritto FPLD

Verifica dell'età al 31 ottobre 2016 per un lavoratore nato il 20 marzo 1955:

l'età del lavoratore è di 61 anni e 225 giorni pari a (61+225/365)=61,616 anni

Al 31 ottobre 2016 ha un'anzianità contributiva di 1877 settimane pari a 1877/52 = 36,096 anni

La somma tra età e anzianità contributiva alla data del 31 ottobre 2016 è pari a 61,616 + 36,096 = 97,712

Il lavoratore ha quindi raggiunto il diritto a pensione avendo superato quota 97,6 ed essendo in possesso dei requisiti minimo di 61 anni e 7 mesi di età e 35 anni di contribuzione.

Esempio 2: iscritti ai Fondi esclusivi dell'AGO

Verifica dell'età al 1° dicembre 2016 per un lavoratore nato il 20 marzo 1955:

l'età del lavoratore è di 61 anni e 256 giorni pari a(61+256/365)=61,701 anni.

Al 1° dicembre 2016 ha un'anzianità contributiva di 35 anni, 10 mesi e 24 giorni.

L'anzianità è quindi di 35 anni e 324 giorni pari a (35 + 324/360) = 35,900.

La somma tra età e anzianità contributiva alla data del 1° dicembre 2016 è pari a 61,701 + 35,900 = 97,601.

Il lavoratore ha quindi raggiunto il diritto a pensione avendo superato quota 97,6 ed essendo in possesso dei requisiti minimo di 61 anni e 7 mesi di età e 35 anni di contribuzione.

Incrementi alla speranza di vita dei requisiti per l'accesso al pensionamento del personale appartenente al comparto sicurezza, difesa e pronto soccorso.

L'adeguamento dei requisiti alla speranza di vita, di cui al decreto in esame, trova applicazione anche nei confronti del personale appartenente al Comparto Sicurezza, Difesa e Pronto soccorso ovvero del personale delle Forze Armate, dell'Arma dei Carabinieri, del Corpo della guardia di finanza, del personale delle Forze di polizia ad ordinamento civile (Polizia di Stato, Corpo Forestale dello Stato e Dipartimento dell'amministrazione penitenziaria) e del Corpo nazionale dei vigili del fuoco.

Pertanto a decorrere dal 1° gennaio 2016 l'ulteriore incremento della speranza di vita, pari a 4 mesi si applica ai requisiti anagrafici e, qualora l'accesso al pensionamento avvenga a prescindere dall'età, a quello contributivo previsto per il trattamento pensionistico.
Di seguito sono specificati i nuovi requisiti per l'accesso al pensionamento a decorrere dal 1° gennaio 2016.

Pensione di vecchiaia (art. 2 del decreto legislativo n. 165/1997)

Per effetto dei nuovi incrementi alla speranza di vita, a decorrere dal 1° gennaio 2016 e fino al 31 dicembre 2018, i limiti di età previsti in relazione alla qualifica o grado di appartenenza devono essere incrementati di 7 mesi rispetto al limite ordinamentale.

Resta in ogni caso fermo il regime delle decorrenze introdotto dall'art. 12, commi 1 e 2 della legge n. 122/2010 (c.d. finestra mobile) e le indicazioni fornite con il messaggio n. 545 del 10 gennaio 2013.

Pensione di anzianità (art. 6 del decreto legislativo n. 165/1997)

A decorrere dal 1° gennaio 2016 e fino al 31 dicembre 2018 l'accesso al pensionamento anticipato, fermo restando il regime delle decorrenze previsto dall'art. 12, comma 2 della legge n. 122/2010, avviene con i seguenti requisiti:

1) raggiungimento di un'anzianità contributiva di 40 anni e 7 mesi, indipendentemente dall'età;

2) raggiungimento della massima anzianità contributiva corrispondente all'aliquota dell'80%, a condizione che essa sia stata raggiunta entro il 31 dicembre 2011, ed in presenza di un'età anagrafica di almeno 53 anni e 7 mesi;

3) raggiungimento di un'anzianità contributiva non inferiore a 35 anni e con un'età anagrafica di almeno 57 anni e 7 mesi.

Nel caso di accesso alla pensione con il requisito di cui al punto 1) continuano a trovare applicazione le disposizioni di cui all'art. 18, comma 22 ter del decreto legge n. 98/2011, convertito in legge 15 luglio 2011, n.111 (ulteriore posticipo di tre mesi rispetto ai dodici mesi di finestra mobile).

Per tutte le fattispecie di accesso al pensionamento di cui al presente paragrafo 3, si precisa che a decorrere dal 1° gennaio 2019 i requisiti sopra riportati dovranno essere adeguati alla speranza di vita ai sensi dell'art. 12 del decreto legge 31 maggio 2010, n. 78, convertito, con modificazioni, dalla legge 30 luglio 2010, n. 122.

Ricalcolo delle pensioni della Gestione Privata

fnp-cisl

Campagna Red 2012 su redditi 2011 per la Gestione Privata

 

L’ Inps ha elaborato la rilevazione delle dichiarazioni reddituali relative all’anno 2011 ricostituendo a livello centrale, per i soggetti residenti in Italia, le pensioni delle gestioni private collegate al reddito.

Per quanto attiene il ricalcolo delle pensioni, la lavorazione ha riguardato le dichiarazioni trasmesse entro il 15 agosto 2013, ai sensi dell’art. 35 della legge 14/2009 come modificato dall’art.13 della legge 122/2010; pertanto, il reddito dell’anno 2011 ha influito a seconda che la verifica abbia riguardato la prima concessione della prestazione collegata al reddito ovvero quella degli anni successivi al primo. La decorrenza di calcolo degli arretrati è stata determinata come di seguito indicato:

- a partire da gennaio 2011, se la decorrenza della pensione è anteriore o pari a gennaio 2010;

- dalla decorrenza della pensione, se successivi a gennaio 2011.

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Comunicazioni Inps sulle pensioni della Gestione Privata

fnp-cislRicostituzioni pensioni private

L’Inps ha proceduto alla ricostituzione delle pensioni delle Gestioni Private nei seguenti casi:

-ricostituzione automatica delle pensioni con conguagli fiscali per le quali l’Inps ha provveduto ad informare i diretti interessati;

-ricostituzione automatica delle pensioni confermate a seguito di revisione sanitaria condotta sia dall’Inps centrale che nelle sedi periferiche;

-ricostituzione d’ufficio rivolta a casi particolare quali soggetti già titolari di pensione o in caso di liquidazione di pensione a coniuge di un soggetto titolare di pensione. Per quelle pensioni scartate dal calcolo, si procederà alla ricostituzione;

-ricostituzione per pensioni che variano a seguito dell’aumento della rendita Inail o a causa della incumulabilità con le rendite di infortunio, o per le maggiorazioni sociali, assegni sociali e pensioni sociali;

-ricostituzione delle pensioni di invalidità civile interessate da sospensione per assenza a visita.

In tutti questi casi l’Ente ha provveduto alla comunicazione ai diretti interessati e le rate sono state già anticipate con il mese di novembre.